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La Comédie di Ruggero Inglese

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E’ difficile incastrare Paolo Conte e le sue parole di Come dì, che è uno dei testi più poliedrici e non-sense scritte da uno dei più grandi parolieri della storia d’Italia. Potremmo scrivere un libro ma ci limitiamo a riprendere: “Come di un orchestra che precipita, in un ventilatore al Grand Hotel”.

Ci siamo ritrovati in quel di Cosenza Vecchia, prima davanti il teatro Alfonso Rendano e dopo all’Auditorium Guarasci sabato 29 Marzo 2025, con il nostro presidente Giuseppe Conte. Insieme a lui ed a noi: Chiara Appendino, Federico Cafiero de Raho, Elisa Scutellà, Anna Laura Orrico, Vittoria Morrone hanno in più partecipato: “La Base” di Cosenza, AVS, Rifondazione Comunista, il collettivo Le LampareBasso Ionio Cosentino e studenti dell’Unical.

Sul palco si è avvertita un’aria di festa, un aria nuova possiamo dire, la popolazione si è raccolta intorno al palco, cercando anche la comunicazione con gli eletti ed il Presidente Conte. Si è parlato di argomenti molto importanti e “caldi” per questa terra amara. Tra Parlamentari eletti ed interventi esterni, in 50 hanno sfilato sul palco per dire ancora ed a gran voce “No! al clientelismo” che stringe in una morsa lenta ed invisibile i cittadini calabresi onesti e che credono ancora nel cambiamento.

Delle facce allegre e piene di speranza se n’è perso il conto ma non sono mancate ovviamente quelle un po più lugubri e a cui piace “la comédie perpetua”. Qualcuno che guarda con ostilità e tanta invidia all’indirizzo del nostro gruppo, lo abbiamo notato, gli unici defilati ed in disparte, con sguardi di quella “finta severità” ed auto-referenzialità tipiche dei cinghiali del posto. Cerchiamo di trovare il punto della questione. Quando l’interesse per la questione civica raggiunge questi livelli, bisognerebbe mettere da parte le casacche, qualsiasi siano, non ci sembra il caso di tentare una qualsivoglia discussione che trascenda dal fatto in sé: A Cosenza , da anni si effettua qualsiasi tipo di favoritismo e clientelismo, spesso anche in maniera opposta a quella classica, cioè anche facendo “terra bruciata” a qualche dissidente. Durante gli interventi sono state decantate tutte le nostre pecche, dal “cinghialismo”, alla repressione che comincia ad aleggiare nell’aria, una ragazza dell’Unical durante l’evento all’ Auditorium Guarasci del M5S ha declamato i soprusi subiti da Ultima Generazione e gli obblighi di firma di PrendoCasa ingiustificati e probabilmente pilotati.

Una verità forse è che siamo sempre in cerca di un eroe, forse lo abbiamo trovato. Ma se vogliamo veramente liberarci dalla stretta che ci attanaglia i primi a diventare eroi dobbiamo essere noi e non è retorica. Dobbiamo Riuscire a rompere le barriere che ci separano dall’istituzione.

Arrivare al punto, non girarci intorno e confrontarci con gli altri. Se questo non avverrà rimarremo per sempre dentro una bolla, un recinto nel quale non vi è possibilità di manovra sono centellinate e tutto il resto intorno in mano di pochi, pochissimi “eletti” che raggiungono la divinità. Non siamo “da salotto”, non siamo “addomesticabili” e “non siamo dediti al servilismo” ed è questo che fa paura, perché? Carlo Calenda all’indomani della nostra manifestazione, lui pariolino doc. e con un passato da imprenditore improvvisato e di scarsissimi risultati, plurinominato a cariche istituzionali varie da quando è entrato in politica, avallando solo i ricchi ed i suoi compari. Adesso si “riunisce” con i suoi maestri Gentiloni e Monti, il primo è un Gran Maestro del “False Flaghismo”, è riuscito infatti a bugerare anche il più nostalgico dei compagni del PD ed è quasi riuscito nell’incredibile compito di portare i sindacati italiani alla corte di sir. Mario Draghi, la famiglia è quasi al completo, mancano i cugini “irrequieti”, che come abbiamo visto non tarderanno a palesarsi. Che cos’è questa “unione sacrilega” in quel della Capitale? C’entrano, per caso, di nuovo le famiglie di potere?

E’ un caso? Come chiedeva Eugenio Scalfari ad Andreotti, che, Carlo Calenda, Mario Monti, Paolo Gentiloni, Giorgia Meloni…eh guarda un po’ anche Mario Draghi siano tutti provenienti dalla Capitale, visto che il capitalismo arranca negli Stati di tutto il Mondo? Forse si sta cercando una congrega, una “lobby romana”, come quella “newyokese”? Qualcuno vuole tornare alle Città-Stato e magari nuclearizzare il Lazio autonomamente? E’ un ipotesi abbastanza plausibile, visto che Carlo Calenda parla di nucleare da quando è “spuntato”, si è recato più volte in Ucraina, in realtà non sappiamo bene il perché, ci risulta che per “caso” sempre si sia recato a delle esequie di un militare Ucraino, potrebbe essersi recato ai reattori nucleari con il suo fantastico staff.

Il signor Carlo Calenda ieri ha sottolineato ancor di più che ci troviamo all’interno di un Impero, dove solo in “Conti Elettori” hanno “voce e capitolo”, gli altri devono sottostare alla legge, seppur di “tramandazione orale” che qualche alto “consigliere” ha deciso così. Andiamo più nel specifico, nel tangibile: prendiamo in esame Cosenza, partiamo dalla città in sé, i negozi chiudono con una velocità impressionante, prezzi al metro quadro improponibili per il “calpestio” ed il“giro d’affari”, resistono solo le aziende centenarie e le multinazionali “appena sbarcate” Statunitensi. I luoghi d’aggregazione diurni ridotti ai minimi termini ed una sfilza di bar caffetteria mai vista, tutto segue “ad orario”. Per avere un punto d’incontro e di confronto c’è bisogno di organizzare presidi, che sono sempre e comunque pochi, Dove sono finiti i circoli, i centri sociali, le circoscrizioni, le sezioni, la vita! Perché questo accanimento contro la voglia di socialità, di stare insieme per il gusto di stare insieme e crescere, su questo punto vorrei soffermarmi, che vuol dire crescere? Crescere per chi scrive significa principalmente completare il ciclo evolutivo personale, arrivare a soddisfare l’intera “piramide di Maslow” dei bisogni primari dell’uomo, ed in cima alla piramide ci sono due punti che sono il punto d’arrivo di tutti gli esseri umani, la penultima: bisogno di stima, il grande psicologo Abraham Maslow dice che questa fase è identificabile in “Autostima, autocontrollo e rispetto reciproco, l’essere umano per la sua realizzazione non ha bisogno né di rispetto verso se stesso in senso stretto ne verso solo gli altri, rispetto reciproco vuol dire che l’essere umano è turbato dal “non rispetto” che imperversa, e si ha poco rispetto delle persone che lavorano ma non hanno famiglia o che hanno famiglia ma gli manca il lavoro e così via in un circolo vizioso e autodistruttivo la società si avvicina al baratro. L’ultimo step della piramide è l’autorealizzazione, l’uomo nella sua globalità, cerca l’autorealizzazione e quindi una “coscienza a posto”con se stessi e con il Mondo, i tuoi principi in questa fase della vita, che si verifica dai quarant’anni in poi è il punto d’arrivo di tutte le nostre esistenze, do noi tutti. Il suprematismo bianco, “io posso perché ne ho diritto di nascita, di corredo genetico” ed attraverso la politica posso distruggerti, cancellarti, come ha detto il grande piccolo Principe l’altro ieri. Un’individuo che recatosi in una delle sue celeberrime operazioni di False Flag al presidio degli operai della Fiom, li ha dovuti inseguire, gridando “Dove andate”? con loro che girategli le spalle si sono diretti orgogliosamente verso banchetto del presidio a continuare la loro lotta. E ti rispondo io visto che loro non ti “cagano”,

Lontano da te, Carlo”, lontanissimi da te e tutto quello che stai rappresentando e ti dico anche che da degli occhi attenti e che non si sono persi niente delle tue mirabolanti avventure, sei una nota a piè di pagina della storia, un piccolo trafiletto nell’enciclopedia che è la politica Italiana. Rimettiti in carne, cerca di mangiare che forse tutte queste radiazioni ti stanno facendo male, ed ascolta un consiglio dell’ultimo “bottone della vrachetta”, ossia, tradotto, dell’ultimo bottone della cerniera: Vai a lavorare Carlo, non si ci può improvvisare politico e mente politica perché non si trova lavoro e finanche ad uno della tua portata e con una storia così importante dietro non ci sentiamo, nessuno, di salvarti, sei ciò contro cui combattiamo da una cinquantina d’anni più o meno, sei una False Flag ambulante e fai discorsi e prendi dati statistici che solo perché l’hai fatto dovresti essere già annoverato tra gli elementi sovversivi di questo paese. Che vuol dire ho dei dati su cui i giovani chiedono una sospensione della democrazia? E lo porti avanti come un manifesto? Cosa hai bevuto all’ultimo party con Lapo? Lo sai chi è l’ultimo che ha inneggiato alla sospensione della democrazia chi è stato? Si chiamava Benito Mussolini. Qua non è ora di scontro, qua è ora di verità, di voto, la nostra rivolta è il voto ha detto il professor Alessandro Barbero al congresso della CGIL e sarà presente anche il 5 Aprile a Roma con il Movimento 5 Stelle per sottolineare che “la storia non si cancella Carlo”. Ed è quello che tu temi perché sai che sei arrivato al capolinea del 20, il serpentone caro brother.

La commedia è finita come dicono gli Ucraini, ed io aggiungo, solo per te, non sei stato un bravo attore, ti sei tradito, hai tradito anche l’essere stesso del politico/attore che anche se perpetrando l’infiltrazione e la menzogna all’interno del proprio ego, alla fine, il prodotto dovrebbe essere in ogni caso una persona autentica e di cui si può fidare. Ecco penso che, come si è capito, sono “uno che non si fida”, ma credimi a te non affiderei per un secondo nemmeno una oggetto indistruttibile ed al titanio. Sei il contrario di quello che vuoi fare intendere con l’espressione ed il tono da “piacione”: Sei una persona che denota assoluto individualismo e facile alla manipolazione oltre ad avere anche un che qualcosa di “cinghialesco”. Tu e la tua orchestrina da Grand Hotel siete stucchevoli e fuori luogo e tu lo sai molto bene. La vera rivolta oltre che con il voto parte da noi, dal nostro piccolo, dal non sopportare mai più nessun tipo di sopruso o ingiustizia e questa volta, dovrà partire dal più piccolo centro di noi stessi, il confronto con la famiglia, quella che forse sta mancando a te, grande-piccolo Principe Carlo Calenda.

Ruggero Inglese.

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